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IL PERICOLO DELLE ONDE ELF 

L'INFLUENZA SUL CERVELLO UMANO E NON

 

Se bevo un bicchiere di vino mi può far bene. Ma se ne bevo molti quotidianamente starò male e forse un giorno avrò anche la cirrosi». Devono aver pensato questo i pazienti del generalista con studio a Milano, nei pressi di un palazzo al centro della cronaca cittadina (e giudiziaria) per la presenza di un contestato ripetitore tv del quale temono un effetto comulativo di onde radio. Questo medico ci ha chiesto come deve rispondere alle domande sempre più frequenti dei suoi assistiti: ci sono rischi per la salute se si abita proprio sotto l'antenna? E di fronte alle crescenti richieste delle imprese di telecomunicazioni di installare mega-antenne (per cellulari ecc.) sui palazzi, i condomini possono dire di sì o devono opporre i dati delle ricerche scientifiche più allarmiste?

L'allarme dagli Usa
Il tema è d'attualità. L'Istituto nazionale per la salute ambientale Usa afferma che i campi elettromagnetici intorno a impianti e linee elettriche, vanno considerati "possibili elementi cancerogeni". In Italia il Parlamento (commissione ambiente della Camera), dopo sei anni di vuoto, sta ponendo mano alle proposte di legge giacenti in tema di inquinamento elettromagnetico. L'ultima norma è il decreto del presidente del consiglio del 23 aprile '92 che fissa i limiti di esposizione per la popolazione e la distanza minima tra abitazioni e tralicci dell'elettricità. In ogni caso i primi dati certi sugli effetti dell'esposizione alle onde elettromagnetiche, secondo l'Istituto superiore di Sanità, dovrebbero essere disponibili non prima del 2005. Tuttavia gli effetti biologici, e dunque i possibili danni all'organismo, da esposizione ai campi elettromagnetici al momento restano non completamente noti. E quei pochi dati che si hanno risultano controversi.

Il pericolo dalle onde Elf
Ne parliamo con Stefano Candura, ricercatore di medicina del lavoro all'università di Pavia. «Per tracciare un'ipotesi di giudizio, intanto, bisogna conoscere &endash; dice Candura &endash; la frequenza del campo elettromagnetico. Secondo le ricerche finora note, le onde potenzialmente più pericolose sono quelle con frequenze all'estremo inferiore dello spettro, indicate con la sigla Elf (Extremely low frequency), generate soprattutto dagli elettrodotti. Anche la corrente di casa nostra genera questi campi elettromagnetici che, per fortuna, sono di minima entità. Si sa che esposizioni prolungate a campi molto intensi di questo tipo (misurabili in Tesla; i campi elettrici si misurano in Volt) sono correlate a rischi biologici documentati in studi su popolazioni che vivono sotto condotte di alta tensione o su lavoratori esposti per professione». Per questi gruppi di persone, continua Candura, «aumenterebbe in modo statisticamente significativo l'incidenza di alcune neoplasie (leucemie e tumori del sistema nervoso centrale) e di tumori rari (mammella nel maschio). Il rischio sarebbe ancor più spiccato nei bambini. Ciò premesso, va precisato che questi dati non sono confermati in tutte le ricerche, che spesso si contrastano, in altre addirittura si smentiscono. Comunque si riferiscono a persone esposte per anni a campi elettromagnetici intensi». Questi ultimi sono gli stessi generati dai ripetitori tv?

I dati da controllare
«Non esattamente. Le onde radio dei ripetitori hanno una frequenza più alta, misurabile in Megahertz. E per frequenze più alte (tra cui quelle dei cellulari, ndr) non sono stati riscontrati aumenti del rischio. Tuttavia il ripetitore può generare anche onde Elf, ed è questo il dato che un condominio dovrebbe acquisire, prima di dire sì all'impianto. Tenendo presente, comunque, che oggi si costruiscono schermi contro queste onde». «Sul piano pratico &endash; conclude Candura &endash; il rischio-cancro dovuto al fatto di vivere in una città popolata di antenne e onde radio sembra essere comunque più basso rispetto al rischio indotto dal fumo o da una dieta resa "pericolosa" da cibi cotti alla brace».